Nelle città di mare, il porto è da sempre il punto di riferimento per le esigenze di afflusso e deflusso delle merci e dei prodotti. Esso è al centro di un intenso traffico di passeggeri, pendolari e turisti, che si dirigono dalle coste verso i vari luoghi di soggiorno o lavoro. È dunque evidente il ruolo che il porto ha sviluppato nella storia delle civiltà marine, caratterizzandosi per quel suo intreccio di colori, movimento e vita all’interno di un contesto ristretto e familiare.

Contribuendo allo sviluppo economico e sociale delle diverse città, il porto è il luogo dell’alterità ponte di raccordo tra la terra e il mare e si manifestandosi perciò come una risorsa cui far fronte al bisogno della mobilità dei cittadini e delle industrie.

Infatti, attorno allo spazio portuale si sono sviluppate molte professionalità secondo un modello di riferimento basato sulla frammentazione verticale ed orizzontale dell’offerta: i diversi servizi portuali, come lo scarico delle merci e l’assistenza alle navi e ai passeggeri, sono divisi tra soggetti differenti, che si sono specializzati su settori particolari, ritagliando specifiche nicchie di mercato.

Tra questi soggetti, l’Avvisatore Marittimo rappresenta certamente un modello di riferimento interessante ai fini della promozione e dello sviluppo del lavoro marittimo: coadiuvando la Capitaneria di Porto e l’Autorità Portuale, l’Avvisatore Marittimo svolge un servizio di informazione, coordinamento e promozione delle attività esercitate nell’ ambito portuale, ponendosi in qualità di esercizio privato di funzioni e di servizi pubblici, quale punto di riferimento utile alla collettività, attivo ventiquattro ore per tutti i giorni dell’anno.