Grotte naturali ed insediamenti preistorici PDF Stampa E-mail

Un itinerario che invita alla scoperta di gravine, lame, avvallamenti, testimoni del progressivo insediamento dell’uomo in una natura variegata ed aspra.

Matera
La roccia carsica in queste terre si è trasformata da rifugio occasionale a vero nucleo abitativo: l’esempio più famoso della progressiva organizzazione in villaggi sono i Sassi di Matera, sito UNESCO, e le grotte della Murgia Timone. Queste ultime sono il preludio di una più manifesta civiltà, quella dei Sassi materani, che si presentano come due grandi rioni: il Sasso Barisano, verso Bari ed il Caveoso verso il paese di Montescaglioso. La suggestiva passeggiata si sviluppa tra gli spiazzi detti “vicinati” e le casette che nascono dalle grotte scavate nella roccia bianca, fra palazzotti che conservano memorie rinascimentali e secentesche, chiese rupestri e monasteri legati tra loro da una fitta rete di grotte.

Grotte di Castellana
Nel cuore della Valle d’Itria, il complesso speleologico più grande e spettacolare del Mezzogiorno, esplorato per la prima volta nel sec. XVIII, riscoperto dal Prof. Anelli nel 1938, ed ora sito UNESCO. Il complesso è costituito da cinque cavità ognuna contrassegnata con un nome particolare (grotta Nera, delle Statue, grotta Bianca, etc.), poco ramificate ma dal notevole sviluppo verticale, estese per chilometri a diversi livelli.

Altamura
Luogo in cui il carsismo ha dato origine a una grande quantità di puli e grotte. Il Pulo di Altamura è una delle più grandi doline d’Italia, una ampia cavità di origine meteoritica, originata dallo sprofondamento della volta di una grande grotta.

Gravina
Riserva uno spettacolo simile all’habitat di Matera: proprio ai piedi della maestosa cattedrale, sorge la Grotta di San Michele Arcangelo complesso monumentale interamente scavato nel tufo. Collegata a questi ambienti è la cripta di San Marco, con funzioni di ossario da quando vi furono depositate le ossa delle vittime del massacro saraceno. Seguendo tracce artistiche più consistenti di questa civiltà potremo ammirare la Chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa di San Vito Vecchio, che conserva uno dei cicli di affreschi più estesi, la cripta del Padre Eterno e la chiesa-grotta della Madonna della Stella.

Mottola
L’itinerario segue la dorsale murgiana per giungere nel territorio tarantino ed arrivare a Mottola. Grazie ad un’ottima collocazione, che permette di spaziare con lo sguardo dal blu profondo del golfo di Taranto al verde intenso delle montagne dell’alta Sila, questa cittadina ha guadagnato l’appellativo di “Balcone della Puglia meridionale”.

Massafra
Costruita ai margini del bosco delle Pianelle, divisa sulle due sponde della gravina di San Marco. I primi abitanti di Massafra si insediarono nel luogo all’inizio del Medioevo, spostandosi dalle numerose caverne della gravina nel nuovo borgo, lasciando le caverne stesse ai monaci. Tra chiese, cripte e grotte, sono visitabili quella di San Marco, meglio conservata, a tre navate, con atrio e due absidi, la cripta di San Leonardo e la cripta cappella della Candelora mentre, fuori dall’abitato, il Santuario della Madonna della Scala, porta, scendendo una scala barocca, sul fondo di una incredibile gravina.